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Clini, che fine ha fatto il "piano straordinario per Roma" ?!?!?

Comunicato a proposito delle dichiarazioni di CLINI e di quale richiesta riteniamo sia oggi necessaria !
            
Comunicato del 27 aprile 2012
 
IL TAVOLO TECNICO DI CLINI HA RICAMBIATO LE CARTE IN TAVOLA: DA “RESIDUALI” LE DISCARICHE DIVENTANO OGGI IL PRIMO OGGETTO DI CONTESA ISTITUZIONALE.
 
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Mentre prosegue l’azione del ministro Clini, che a nostro avviso sembrava avesse finalmente avviato un minimo di ripristino della corretta priorità e legalità rispetto alla gestione romana dei rifiuti, è arrivata ieri una notizia alquanto contraddittoria con la precedente dichiarazione in merito alla “residualità” delle discariche e del loro ruolo sinora invece monopolistico a ROMA.
 
L’ennesimo ed indecente balletto sul “dove piazziamo la NUOVA DISCARICA”è ora ancora più insopportabile alla luce di quanto precedentemente dichiarato, e pretendiamo come cittadini che si ponga fine a questa scorretta procedura tecnica, chiedendo che PRIORITARIAMENTE SI APPROVI E SI ILLUSTRI PUBBLICAMENTE IL PIANO STRAORDINARIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA PER ROMA.
 
Solo nel momento in cui questo Piano Straordinario sarà sottoscritto ed illustrato alla cittadinanza di ROMA e PROVINCIA si potrà considerare l’ipotesi di una “nuova discarica di servizio”, che oggi alla luce della carenza di IMPIANTI DI SELEZIONE per il RIFIUTO TALQUALE e peggio della conclamata ILLEGITTIMITA’ del ciclo rifiuti a ROMA, appare ai cittadini solo UNA NUOVA MALAGROTTA CHE NESSUNO DI NOI ACCETTERA’ SUL PROPRIO TERRITORIO.
 
Rivendichiamo infatti di aver lanciato sin da ottobre scorso al prefetto Pecoraro la necessità di evitare di emettere ordinanze sulla localizzazione di nuove discariche, chiedendo invece un Piano straordinario di raccolta porta a porta per tutta ROMA che è tuttora l’unica soluzione emergenziale possibile.
 
Sottolineando che a ROMA la sperimentazione da quattro anni in diversificati quartieri (ad alta o bassa densità abitativa come ad esempio Colli Aniene e Massimina) ha dimostrato che i risultati si raggiungono rapidamente e si consolidano solo seguendo la procedura del porta a porta domiciliare, evitando le strane invenzioni di raccolte “duali” che hanno ottenuto l’effetto opposto a Marconi, a Don Bosco e prossimamente a Trastevere dove invece funziona il porta a porta domiciliare puro.
 
Sottolineiamo altresì che l’avvio della raccolta porta a porta spinta in tutta la città è l’unica misura emergenziale possibile in quanto:
 
· è testata e funziona,
 
· non ha bisogno di grandi impianti ma di piccole linee di separazione meccanica per l’inorganico realizzabili entro un anno e di impianti di compostaggio per l’umido che sono comunque indispensabili anche se realizzabili in due anni,
 
· a regime riduce i costi della tariffa a carico dei cittadini abbattendo i costi di discarica ed incamerando i contributi da vendita dei materiali riciclati al CO.NA.I.,
 
·        ed infine CHE LA RACCOLTA PORTA A PORTA E L’IMPIANTISTICA DI RICICLO E RECUPERO E’ L’UNICA METODOLOGIA CHE NON INCONTRERA’ OSTACOLI DALLA CITTADINANZA DIFFUSA SIA DI ROMA CHE DEI COMUNI CONFINANTI, SU CUI SI VORREBBERO SCARICARE LA TOSSICITA’ DI DISCARICHE ED INCENERITORI A SERVIZIO DEI RIFIUTI DI ROMA.
 
Del resto avevamo già dichiarato l’assoluta inadeguatezza della ATTUALE filiera impiantistica di trattamento, dal momento che esistono quattro impianti di selezione dei rifiuti indifferenziati che seppure fossero tutti in funzione al massimo della capacità potrebbero trattare soltanto 2.500 invece delle 5.000 tonnellate/giorno di “talquale”.
 
Ricordiamo che l’attuale funzione di questi impianti di selezione è la produzione di CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti), costituito da uno scarso 30% di carta – cartone - plastica da incenerire non si sa bene dove visto che:
 
1. l’inceneritore di Colleferro è in chiusura per esaurimento dei contributi CIP6 (soldi pubblici dalle bollette energetiche senza cui questi impianti non reggono),
 
2. il gassificatore di Malagrotta è fermo per manutenzione (ma risulta che di TRE LINEE PREVISTE ne è stata realizzata SOLO UNA E CHE QUESTA HA GROSSI PROBLEMI TECNICI,
 
3. l’inceneritore di S. Vittore (FR) è l’unico in esercizio per sole 90mila tonnellate/anno contro il potenziale di UN MILIONE tonnellate/anno DI C.D.R. previsto nel PIANO POLVERINI,
 
4. il gassificatore di Albano ha visto ripristinata l’autorizzazione dal Consiglio di stato, ma le irregolarità rilevate in fase di progetto e di procedura dicono che quell’impianto NON SERVE A RISOLVERE L’ATTUALE EMERGENZA RIFIUTI, SE E QUANDO FUNZIONASSE.
 
 
Infatti la stessa previsione di costruzione di nuovi inceneritori è una trappola ideologica, visto che lo stesso Piano regionale ammette che i tempi per costruire un nuovo inceneritore sono di 4-5 ANNI !!! Ma forse sono anche di 7-8 anni se consideriamo i tempi dei ricorsi al TAR dei cittadini: e si pensa di gestire la tanto minacciata emergenza a Roma con questo tipo di scelte ??
 
 
 
La nostra ricetta è il semplice ribadire quanto fanno altre Capitali nel mondo :
 
· raccolta differenziata porta a porta spinta obbligatoria per legge a Roma ed in tutto il Lazio
 
· realizzazione di nuovi impianti di selezione meccanica di carta/ plastica/ vetro/ metalli dalla raccolta differenziata porta a porta, con la modifica anche degli impianti attuali per il recupero di materiali da raccolta indifferenziata senza produrre il CDR,
 
· realizzazione di impianti di compostaggio e digestori anaerobici per il recupero dell’organico
 
· definitivo scioglimento del monopolio di fatto AMA-Cerroni, in cui AMA farà solo raccolta– riciclo – recupero di materiali e Cerroni solo smaltimento di quanto resta dopo il recupero.
 
Solo la presa d’atto che oggi dobbiamo combattere contro qualsiasi tecnologia di incenerimento e di distruzione di materia ed energia può avviare la consapevolezza che il recupero/riciclo è una imprescindibile esigenza del ciclo produttivo industriale, che è il solo ciclo ecologicamente ad impatto zero e che è il solo ciclo sperimentato concretamente e che produce una riduzione di venti volte dell’investimento in infrastrutture destinandolo all’investimento in occupazione locale e partecipazione democratica dei cittadini.
 
Partendo dall’obiettivo di introdurre l’obbligatorietà del sistema di raccolta differenziata porta a porta, del sistema di conferimento dei materiali differenziati presso le piattaforme CONAI per la frazione secca e di impianti di compostaggio di bacino per la frazione umida, si pone il superamento definitivo del sistema “cassonetto indifferenziato” quale modalità incompatibile con la priorità del riciclo/recupero, lasciando come la legge impone la fase dello smaltimento quale fase effettivamente residuale.
 
Dai cittadini ai Sindaci, dai Sindaci alle Province , dai Sindaci e dalle Province agli imprenditori che vogliono oggi investire in un settore di green economy che risulta oggi l’unica forma di imprenditoria non assistita da contributi pubblici, come la truffa dei CIP6 ed i certificati verdi per gli inceneritori, ed in grado di assicurare la tutela sanitaria - ambientale ed insieme l’occupazione locale con basso tasso di investimento.
 
SALUTIAMO OGGI CON GRANDISSIMA SODDISFAZIONE L’APPROVAZIONE ALL’UNANIMITA’ DI UNA DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE A FIUMICINO, CHE SOSTIENE IL RIFIUTI DI QUALSIASI IMPIANTO DI SMALTIMENTO, L’AVVIO DI UN PROGETTO PER L’ESTENSIONE DEL PORTA A PORTA IN TUTTO IL TERRITORIO E L’AMPLIAMENTO DI UN NUOVO IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO MODERNO.

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