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LETTERA APERTA AL GOVERNO ED A TUTTE LE ISTITUZIONI DEL LAZIO.


COMUNICATO DEL 3 GIUGNO 2012.

Sono oramai passati otto mesi, quasi inutilmente, nella ricerca di una soluzione impraticabile tecnicamente ed inaccettabile socialmente: la volontà di procedere alla chiusura della megadiscarica di Malagrotta senza voler procedere alla urgente e totale riconversione dell’intero ciclo di trattamento dei rifiuti di ROMA, che è quella che determina la attuale criticità di tutto il Lazio.

Assistiamo ora al cambio di guardia da un prefetto all’altro, che in sè non ci rassicura come cittadini del Lazio che sarà finalmente RIPRISTINATA LA LEGALITA’ ed adottate tutte le fasi di trattamento previste dalla legge.
Infatti la prima comunicazione di questo nuovo “commissario”è del tutto irricevibile, in quanto da mesi si discute solo del nuovo sito di discarica (Pian dell’Olmo, o Monti dell’Ortaccio, o Pizzo del Prete, o Monte Carnevale??) in una indecente altalena di conferme e smentite.
Le precedenti dichiarazioni del Governo, e del ministro Clini in particolare, da un lato sembravano iniziare ad andare verso questo percorso con un Piano straordinario per Roma che partisse finalmente dall’avvio di una raccolta differenziata domiciliare che facesse balzare l’attuale pessimo risultato del 20% ad un ipotizzato 50-60% entro 18 mesi.
Oggi sembrerebbe che di questo “Piano straordinario” non si parli più, e che questo “nuovo corso” sia possibile SENZA CONCESSIONE DI DEROGHE per ROMA, come affermato da Clini, ci pare assai inverosimile dal momento che la legge prevede il raggiungimento ALMENO del 65% al 31-12-2012.
Dall’altro lato contestiamo quanto lo stesso Clini dichiara da tempo in merito alla necessità di ricorrere all’incenerimento per la parte residuale non differenziata, per tutta una serie di considerazioni a cui aspettiamo una risposta specifica:
1.   La situazione impiantistica di ROMA è del tutto critica, dal momento che la sola città di ROMA produce ogni anno 1,87 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e ne recupera per ora solo 0,37 milioni di tonnellate lasciando 1,5 milioni di tonnellate DI INDIFFERENZIATO DA TRATTARE, oggi sepolto “TALQUALE” in discarica a Malagrotta!!
2.   ROMA possiede solo quattro impianti di Trattamento Meccanico Biologico, DI VECCHIA GENERAZIONE E PRODUZIONE DI C.D.R. da incenerire, di cui due di AMA (Rocca Cencia e via Salaria) e due di CO.LA.RI. (Malagrotta) che SE FUNZIONASSERO TUTTI ED AL 100% potrebbero trattare comunque SOLO 0.92 Milioni di tonnellate annue !!!!
3.   ROMA non ha ancora, per nostra fortuna, una vera “filiera inceneritoristica” in quanto al momento conferisce una quota minima dello scarso e scadente C.D.R. prodotto presso gli impianti di Colleferro (sotto gestione del N.O.E.-Carabinieri…), che sono autorizzati a trattare solo 180mila tonnellate annue e presso l’impianto di Malagrotta (fermo da mesi che sembra avere grossi problemi tecnici….) per altre IPOTETICHE 180mila tonnellate annue.
4.   Per questo ci sono grandi aspettative dall’INCENERITORE DI ALBANO, anche se crediamo destinate ad essere abbandonate visti i tempi di 4-5 ANNI necessari ad entrare in esercizio, e viste soprattutto la notizie recenti del 24 aprile DEL PARLAMENTO EUROPEO di porre fine a DISCARICHE ED INCENERITORI per favorire entro il 2020 il RECUPERO ED IL RICICLO DI MATERIA.
5. Il ministro Clini continua a rilasciare dichiarazioni ed informazioni inesatte rispetto agli INCENERITORI del LAZIO, dal momento che li descrivono come IMPIANTI DI RECUPERO DI ENERGIA mentre quelli attualmente in esercizio sono di fatto IMPIANTI DI SMALTIMENTO.
Infatti il Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1998 e s.m.i. all’art. 4 prevede che “le attività di recupero energetico devono garantire, al netto degli autoconsumi dell’impianto stesso, la produzione di una quota minima di trasformazione del potere calorifico del rifiuto in energia termica pari al 75% su base annua oppure una produzione di energia elettrica superiore al 27% su base annua”.
 
NON CI RISULTA CHE QUESTI OBIETTIVI SIANO CONSEGUITI NE’ A MALAGROTTA NE’ A COLLEFERRO, ANCHE SE I SOLDI PUBBLICI DEI CIP6 SONO STATI EROGATI REGOLARMENTE NONOSTANTE TUTTO.
 
 

 
1.   Chiediamo quindi un Urgente Piano Straordinario per Roma, che potrà essere basato SOLO sull’estensione totale a ROMA della raccolta differenziata PORTA A PORTA e sulle fasi della riduzione-riuso-riciclo-recupero, che CONSEGUA L’OBIETTIVO DI LEGGE DEL 65% a fine 2012 e che inizierà ad essere una prima realtà concreta SE riusciremo a fare una fortissima pressione sul sindaco di ROMA, sulla sua maggioranza e sull’intera Assemblea Capitolina con l’urgente approvazione della DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE “Roma Verso Rifiuti Zero”, le cui firme necessarie sono state depositate lunedì 4 Giugno in Campidoglio.
2.   Ribadiamo la richiesta anche di modifica A RECUPERO DI MATERIA E NON PRODUZIONE DI C.D.R. degli attuali due impianti TMB di AMA a ROMA, con previsione di spostamento di quello di SALARIA fuori dal G.R.A.,. Se partirà un programma di vera differenziazione che conseguisse SUBITO ALMENO IL 40% PER AUMENTARE SINO AL 65%, i due Impianti TMB di AMA, sufficienti e autorizzati a trattare un carico di 470mila tonn./anno, e la modifica anche dei due impianti di CO.LA.RI. a Malagrotta con pari capacità arriverebbe a coprire il trattamento di 935mila tonn./anno di rifiuto “non differenziato” restante.
 
 

 
PRIMA PARTA IL PIANO STRAORDINARIO A ROMA E POI PARLIAMO DI NUOVE DISCARICHE “DI SERVIZIO”.
 
DICIAMO NO ORA A QUALSIASI NUOVA DISCARICA.
 
Solo nel momento in cui questo Piano Straordinario sarà sottoscritto ed illustrato alla cittadinanza di ROMA e PROVINCIA si potrà considerare l’ipotesi di una “nuova discarica di servizio”,che oggi alla luce della carenza di IMPIANTI DI SELEZIONE per il RIFIUTO TALQUALE e peggio della conclamata ILLEGITTIMITA’ del ciclo rifiuti a ROMA, SARA’PER i cittadini solo UNA NUOVA MALAGROTTA CHE NESSUNO ACCETTERA’ SUL PROPRIO TERRITORIO

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Legge Rifiuti Zero